lunedì, 02 luglio 2007,07:48

Questo post e dedicato ad un grande cantante tradizionale del comune dovelavora mio babbo. CHE LO CONOSCE PURE CABIZZA!!!!EHEHEHEHEH

Leonardo Cabizza

Leonardo cabizza

Leonardo Cabizza nasce il 27 febbraio 1924 a Bulzi, un paese ai piedi delle colline Anglonesi nella provincia di Sassari. Il padre di Leonardo, già a suo tempo “Cantadore” amava cantare ed improvvisare strofe; possiamo dire sia uno dei suoi primi iniziatori del canto sardo tradizionale.
Infatti, con delicata attenzione, il padre capisce che Leonardo è dotato di una voce melodica e potente che la natura gli ha donato.
Con il passar del tempo, invogliato dal padre, Leonardo s’innamora del Canto Sardo e contemporaneamente si avvicina alla chitarra, strumento che diventa fondamentale per la sua carriera e per esercitare la voce.

Inizia a crescere in un vivace ambiente musicale, ha modo di esibirsi sul palco come esordiente, la forza interpretativa che mette nel cantare è travolgente, subito notato dal pubblico riscuote apprezzamenti nelle piazze e una improvvisa popolarità incoraggia Leonardo a continuare. Nel 1945 inizia la sua vera carriera; gli inviti e le gare cominciano ad essere sempre più frequenti, il suo nome è sinonimo di sicuro successo per una festa.

Notato più volte da intenditori e tecnici del settore, nel 1952 viene contattato per la realizzazione del suo primo 78 giri che porta l’etichetta della nota casa discografica “Cetra” di Torino, successivamente incide anche per “La voce del padrone”di Milano.

Nel 1954, vista la dinamicità vocale e passione che applica nel cantare, dopo una attenta selezione gestita dalla RAI viene chiamato a rappresentare la Sardegna nella famosa trasmissione radiofonica
“Il campanile d’oro”, con la regia di Silvio Gigli.
La trasmissione metteva in competizione i cantanti di tutte le regioni d’Italia, e la
Sardegna grazie a Leonardo accompagnato con la chiatarra del grande Maestro ed Amico Nicolino Cabizza si classifica seconda.

Nell’anno successivo la RAI di Firenze organizza un’altra trasmissione interregionale intitolata “ Ventiquattresima ora ”, condotta da Mario Riva, è Silvio Gigli questa volta ad scegliere il nome di Leonardo Cabizza per rappresentare la Sardegna; anche in quella occasione ottiene un discreto successo che si propaga in Italia ed ancor di più in Sardegna.

Nei primi anni 60, iniziano ad emergere canzoni e spettacoli di un gruppo folcloristico nel quale Leonardo è autore/coautore ed interprete. Questo progetto nasce dall'incontro e dall'amicizia di questo ristretto gruppo di amici con il nome di “Quartetto Logudoro”. La realizzazione del progetto porta anche le firme della bravissima cantante Maria Teresa Cau, dello strepitoso chitarrista Aldo Cabizza e il magico fisarmonicista Antonio Ruiu, in alcuni casi anche la firma di Salvatore Virdis.

Gli spettacoli e le feste che richiedono la sua presenza aumentano sempre di più,
cosichè nel 1961 ha modo di partecipare alle manifestazioni di “Italia 61” per il centenario dell’Unità d’Italia a Torino.

Ad Udine, viene chiamato per le serate di beneficenza organizzate per raccogliere fondi a favore dei terremotati del Friuli; dove riesce con la sua voce e le dediche a dare un forte valore sociale e ad esprimere solidarietà verso la popolazione colpita.

Sempre nel ’61 Leonardo e Maria Teresa Cau si trasferiscono per diversi giorni a Napoli accompagnati dalla chitarra di Aldo Cabizza e la fisarmonica di Antonio Ruiu, dove incidono diversi dischi con la “Vis Radio“ casa discografica famosissima presso cui vengono prodotti anche i dischi dei più famosi cantautori del momento come Claudio Villa, Giorgio Consolini, Carla Boni … etc.; ancora una volta la sinergia e la melodia producono un risultato eccezionale ed i dischi prodotti sono tra i più venduti.

Nel 1967 Leonardo si esibisce come Solista al “Teatro Brancaccio” di Roma, finita l’interpretazione, viene contattato dal direttore della “RCA” di Roma che gli propone subito un progetto per una nuova registrazione. Viene prodotto il suo primo album come solista, dove compaiono composizioni in lingua italiana con una leggera inversione di tendenza anche sul piano sonoro.

Nei successivi anni ha modo di conoscere Maria Carta agli esordi, straordinaria interprete sarda con la quale condivide per un periodo spettacoli canori.

Durante i molteplici spostamenti che lo vedono sempre protagonista nelle serate e nelle incisioni discografiche tra Milano, Roma e la sua amata Sardegna, trova il tempo per recarsi all’estero; gli vengono proposte vere e proprie tournée, non sempre facili viste le difficoltà di allora, ma con la voglia di esprimersi anche per gli immigrati e i simpatizzanti fuori dall’Italia, riesce ad organizzare tappe che lo vedono interprete nei teatri in Francia a Parigi, Marsiglia …,in Belgio a Bruxelles, Liegi, in Svizzera canta a Zurigo, Ginevra, Losanna, in Germania si esibìsce a Berlino, Colonia, in Olanda canta ad Amsterdam, e in molte altre città. Gli viene chiesto anche di recarsi in America Latina ed in Canada, ma in quel periodo deve limitarsi per ragioni famigliari.
In queste tournée si deve ringraziare la presenza di musicisti eccezionali che accompagnano Leonardo in queste meravigliose città Europee come Nicolino Cabizza ed il figlio Aldo Cabizza, Antonio Zuccheddu, Antonio Canu, Antonio Marongiu, Pietro Fara ed altri colleghi.

Nel marzo ‘74 per due sere consecutive si esibisce all’Auditorium CIDA di Roma insieme ad altri colleghi quali; Giuseppe Chelo, Tore Canu, Tamponeddu …etc.
Inutile dire che i cantanti sono stati applauditissimi dalla platea e subissati da richieste di bis, al termine delle serate canore, Leonardo è stato premiato con una coppa dall’On. Salvatore Cattoni e da Gianni Ravera (organizzatore del Festival di Sanremo).

Per diverso tempo, è convocato tramite la “Regione Sardegna” a partecipare ad una “Scuola di Canto Sardo” nella cittadina di Paulilatino in provincia di Oristano, a così modo di insegnare, diffondere e far avvicinare le persone al Canto Sardo Tradizionale a Chitarra tramite vere e proprie lezioni.

Molteplici solo le presenze nelle Televisioni e Radio pubbliche e private; nel 1980 viene invitato all’innagurazione di “Videolina” una rete televisiva privata a quel tempo visibile solo nella regione, presso la quale viene spesso invitato ad esibirsi o semplicemente come ospite; la sua voce ed immagine vengono persino usate come sigla per i programmi riguardanti il Canto Sardo.

La sua presenza è spesso richiesta in occasioni di rappresentanza per istituzioni o eventi particolari, come quando canta presso la Brigata Sassari che lo premia con un riconoscimento consegnatogli dal Ten.Col. Elio Cossu.

C’è una circostanza che ama in particolare; è cantare nelle feste di paese, nei teatri dove il pubblico lo acclama, lo riconosce, dove c’è uno scambio di emozioni. Quando canta rappresenta la sua identità di appartenenza a quell’isola che lui definisce UNICA.

Attualmente i suoi impegni sono soprattutto di rappresentanza, infatti è invitato spesso come ospite d’onore alle manifestazioni canore/poetiche, feste popolari od eventi.

IO

Se volete ascoltare CABIZZA clicka qui sotto !!!!!!!!!!!!!

A sa bella Sardigna 

 

by Minux | All'ordine del giorno c'è: | Link | commenti (3)(popup) | commenti (3)
domenica, 01 luglio 2007,19:27
WEEE BEDDI MEI!
 
E da un sacco di tempo che nn aggiorno sto blog! MAMMA MEA E BABBU MEU !!!!! Cmq  nn disperate adesso cercherò di più puntuale negli aggiornamenti. A causa di forze maggiori, quali la scuola (scassa @@) e altre cose ho lasciato questo sito un po in balia delle onde, mia sorella nn se ne parla nemmeno ...lei prima deve pensare al suo di blog ..... VA BEN VA BENE IL SUCCO E QUESTO : FINALMENTE AGGIORNO !
 
Dunque, la novità che voglio inserire oggi forse la conoscerete gia, almeno per chi è un fans di FABRIZIO DE ANDRE' , si perchè è proprio quest'ultimo il diretto iteressato.

Infatti ho scoperto che lui aveva comprato dalle mie parti (nel senso nelle zone della gallura di cui io , e diciamo tutta la mia family siamo originarii) una casa immersa in un bosco di querce da sughero. Di certo i soldi nn gli mancavano -.-''''' . E' situata nelle zone di Tempio pausania, più precisamente in una sua località denominata LAGNATA , che significa LAMENTOSA. L'avra scelta apposta, visto che tutte le sue canzoni sono un lamento......s'addiceva proprio a lui. Cmq la casa e ancora proprietà della famiglia, ma la cosa interessante è che lui trovandosi in quei luioghi un giorno gli fecero ascoltare le canzoni sarde tradizionale di queste località , tra le quali un la colpì così tanto da farci una canzone, cantata in sardo da LUI! Uahahahahahahah un genovese che si mette a cantare in sardo uahahahahaha.... e la canta pure bene ! Nella voce ricorda un po Bennato ....nn ci capirete un cavolo, io stesso per poterla capire tutta l'ho dovuta ascoltare più volte e leggere il testo scritto , che riporto qui sotto.
 
 
Premetto che capirete ben poco anche dal testo, in sostanza è la storia di due fratelli che litigano perchè il padre ha lasciato in eredità proprieta migliori ad un figlio rispetto all'altro a cui invece è spettatto un "ZIRIGHILTAGGIA" , cioè un posto dove possono vivere solo le lucertole, tanto è inutile ed arido.
Sembra la classica storia  e cretinata da film- commedia americana, ma qui in sardegna erano molto diffuse queste situazioni e sospetto che lo siano tutt'ora. Ma come in tutte le altre parti del mondo.
 
 
 
Zirighiltaggia: tradotta strofa per strofa
 
S: Di chissu che babbu ci ha lacátu la meddu palti ti sei presa
lu muntiggiu rúiu cu lu súaru li àcchi sulcini lu trau mannu
e m'hai laccatu monti múccju e zirichèlti.

I: Di quello che papà ci ha lasciato la parte migliore ti sei presa
la collina rosa con il sughero le vacche sorcine e il toro grande
e m'hai lasciato pietre, cisto e lucertole.

S: Ma tu ti sei tentu lu riu e la casa e tuttu chissu che v'era 'ndrentu
li piri butìrro e l'oltu cultiato e dapói di sei mesi che mi n'era 'ndatu
parìa un campusantu bumbaldatu.

I: Ma tu ti sei tenuto il ruscello e la casa e tutto quello che c'era dentro
le pere butirre e l'orto coltivato e dopo sei mesi che me n'ero andato
sembrava un cimitero bombardato.

S: Ti ni sei andatu a campà cun li signuri fènditi comandà da to mudderi
e li soldi di babbu l'hai spesi tutti in cosi boni, midicini e giornali
che to fiddòlu a cattr'anni aja jà l'ucchjali.

I: Te ne sei andato a vivere coi signori, facendoti comandare da tua moglie
e i soldi di papà li hai spesi tutti in dolciumi, medicine e giornali
che tuo figliolo a quattro anni aveva già gli occhiali.

S: Ma me muddèri campa da signora a me fiddòlu cunnosci più di milli paráuli
la tòja è mugnedi di la manzàna a la sera e li toi fiddòli so brutti di tarra
e di lozzu e andaràni a cuiuàssi a a calche ziràccu.

I: Mia moglie vive da signora e mio figlio conosce più di mille parole
la tua munge da mattina a sera e le tue figlie sono sporche di terra
e di letame e andranno a spostarsi a qualche servo pastore.

S: Candu tu sei paltutu suldatu piagnii come unu stèddu
e da li babbi di li toi amanti t'ha salvatu tu fratèddu
e si lu curàggiu che t'è filmatu è sempre chiddu
chill'èmu a vidi in piazza ca l'ha più tostu lu murro
e pa lu stantu ponimi la faccia in culu.

I: E tu quando sei partito soldato piangevi come un bambino
e dai padri delle tue avanti t'ha salvato tuo fratello
e se il coraggio che ti è rimasto è sempre quello ce la vedremo in piazza
chi ha la testa dura e nel frattempo mettimi la faccia in culo.
 
Ascolta qui ...
 
 
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Graffiti Creator
by Minux | All'ordine del giorno c'è: | Link | commenti (3)(popup) | commenti (3)
sabato, 30 giugno 2007,18:02

Nelle zone di campagna accadevano dei fatti "mali" e "boni" gli intellettuali del periodo rappresentavano questi avvenimeni con indovonelli, logicamente nel dialetto tradizionele. Questo è un indovinello in lingua gallurese. Questo  parla di una lepre. Ma toccaa voi scoprire!!!!! 

Abbisa Abbisa

 

Lu leppareddu abburratu

 

 

 

Nu agghju nisciun prattesi, lu chi poi solu a farra, und’anticu caparra, ca pedi  ni carriesi lu so candidu buccesi, liupaldu in burrasca e curri e non casca a mai no furriigghja ca si salva buciighja, l’accasati a agghjustallu  in trenu accalcagnallu i la piattina riscesi solu è chi diccidisi a la jannita a salpà chiddu anticu chjudatà la jannita prontamente lu liupaldu imputenti presu menti s’arristesi nu agghuju nisciun prattesi.

 

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Cantu n’intendi Truncheddu  duspi si ni parisigghja chi mai nu  furriigghja da che innantu a la traccia, und’è Antoni Capoccia di La Petra Carriata chista scena e capitata si no mi socu ingannatu un leppareddu abburratu vaia comu suzzedi e l’andaa pedi pal pedi lu so cadeddu mastinu , chiddu poaru mischinu da la burra ni saltesi dapoi chi siriesi lu so nimmicu multali parò nienti li ali lu punì attinzioni  chi lu fiddolu d’ Antoni, Salvatori e candu pari, fendisi li so affari, agghjettu vi si incuntraa e buciighja si falaa li di casa a agghjustallu, poi di tantu appruttallu l’ha pultatu a la piazza e vistu se sinno i l’azza d’una janna spalancata e faci solu l’antrata cridendisi di la so solti inveci vera la molti prippara in forma manna chi chjusu ani la janna li so nimmichi multali ghirreri e vistu se prischjuneri  comu un piligrineddu, cantu n’intendi Truncheddu.

P.S. (anche se non è una lettera ma al momento non mi viene cosa scrivere) questo Abbisa Abbisa me lo ha detto mio nonno. L'autore non lo so ma comuque e successo nella mia campagna sto fatto!! 

by Minux | All'ordine del giorno c'è: | Link | commenti (popup) | commenti
domenica, 11 febbraio 2007,17:15

Benvenuto in questo Blog dedicato a quella bellissima terra quale è la SARDEGNA!  Questo spazio web nasce dalla voglia di far conoscere le tradizioni, l'arte, i luoghi e tanto altro ancora della mia splendida isola. Ancora è in via di costruzione, c'è tanto da fare e tanto da dire  ma piano piano (con l'aiuto di qualcuno) questo blog crescerà con info e segnalazioni da tutta l'Icnusa. Almeno si spera.

Beh le presentazioni sono state fatte. Ora fate passa parola. Ajo!

PS: vi chiederete il perchè di questo titolo. Non c'è un perchè, io in fatto di titoli ho poca fantasia, mia sorella meglio non scocciarla (isterica) quindi o fatto "bah mettiamoci questo genitivo sassone" e difatti eccolalà la " 's ". Ora vi chiederete "si ma che inglese è quello, mezzo italiano e mezzo inglese!", beh io vi dico "la Sardegna non si traduce!".Oh.

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Vacanze in Sardegna